Un'intervista di Fabio Gambaro a François Jullien: "La realtà è fatta di maturazioni silenziose, di trasformazioni continue e globali che però, anche se ci stanno davanti agli occhi, noi non riusciamo a vedere. Sono evoluzioni che non riusciamo a percepire, accorgendocene purtroppo solo alla fine, e spesso in modo brutale, quando la trasformazione è ormai avvenuta. Il risultato allora ci sorprende e spesso ci spaventa. Ma se siamo ciechi di fronte a questi cambiamenti striscianti, è perché il pensiero occidentale è incapace di pensarli. La cultura cinese invece è sempre stata molto sensibile alle trasformazioni silenziose. Per i cinesi sono la via maestra per realizzare un progetto politico. Si pensi alla demaoizzazione del paese realizzata senza strappi e rotture significative, ma solo attraverso cambiamenti quasi impercettibili e continui. Trentacinque anni dopo la morte di Mao, la Cina si ritrova lontanissima dal maoismo senza che ci siano state accelerazioni drammatiche tali da suscitare un rifiuto di tale evoluzione".
domenica 5 dicembre 2010
François Jullien e le trasformazioni silenziose
Un'intervista di Fabio Gambaro a François Jullien: "La realtà è fatta di maturazioni silenziose, di trasformazioni continue e globali che però, anche se ci stanno davanti agli occhi, noi non riusciamo a vedere. Sono evoluzioni che non riusciamo a percepire, accorgendocene purtroppo solo alla fine, e spesso in modo brutale, quando la trasformazione è ormai avvenuta. Il risultato allora ci sorprende e spesso ci spaventa. Ma se siamo ciechi di fronte a questi cambiamenti striscianti, è perché il pensiero occidentale è incapace di pensarli. La cultura cinese invece è sempre stata molto sensibile alle trasformazioni silenziose. Per i cinesi sono la via maestra per realizzare un progetto politico. Si pensi alla demaoizzazione del paese realizzata senza strappi e rotture significative, ma solo attraverso cambiamenti quasi impercettibili e continui. Trentacinque anni dopo la morte di Mao, la Cina si ritrova lontanissima dal maoismo senza che ci siano state accelerazioni drammatiche tali da suscitare un rifiuto di tale evoluzione".
Pubblicato da
Fabrizio Bellavista
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11:47
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