lunedì 1 agosto 2011

MC non sta per Mac: McLuhan, perchè appena dico il suo cognome tutti pensano alla Apple?

Il tentativo di celebrare il centenario di McLuhan si è scontrato con un muro di non-conoscenza inaspettato: 'il-medium-è-il-messaggio" e poi il buio..... Comunque il sesto numero della rubrica LanguageGarage su Adv Magazine riprende il pensiero di Marshall anche se l'overture è tutta dedicata ad una geniale intuizione di Friedrich Wilhelm Nietzsche: Gli uomini continueranno a credere in Dio fino a quando crederanno nella grammatica’, intuizione che a mio avviso è in assoluta sintonia con il pensiero del genio canadese.

Possiamo affermare che l’intuizione di McLuhan (confesso che riguardo a questo aspetto non riesco bene a capire i limiti della collaborazione tra lui e Ong, cioè cosa è di uno e cosa dell’altro) sull'influenza della stampa a caratteri mobili sulla storia della cultura occidentale sta diventando di bruciante attualità da quando il mobile e sopratutto i tablet hanno dato la definitiva spallata alla lettura orrizzontale come linguaggio primario. La lettura attuale è sganciata da una sequenzialità 'da sinistra verso destra, dall'alto verso il basso' ma gode di 'momenti' spesso molto dissimili l'uno dall'altro: la bacheca del nostro profilo nel social network preferito è la plancia da cui interconnettere una serie di media diversi. Dunque parliamo, a questo punto, di una lettura attraverso immagini, di una narrazione ad iperlink con video, commenti e foto in un continuum spaziale senza soluzione di continuità. Siamo la tecnologia che indossiamo come estensione del nostro corpo. Sempre di più.

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