venerdì 7 ottobre 2011

La banalità dell’evidenza: gli Italiani non studiano, non si aggiornano e perciò soffrono e vengono superati

Ieri ho coordinato i lavori della tavola rotonda “Nuove formule di marketing per il territorio. Emozionare e valorizzare con i supporti tradizionali e digitali” e mai come in quest’occasione, di fronte al variegato sapere dei presenti, mi è venuta una semplice considerazione: gli italiani non studiano, non si aggiornano, quindi restano indietro. L’evidenza delle varie visioni dei ricercatori presenti ha fatto emergere come le chiavi per risolvere gran parte dei problemi attuali sia di una banalità sconcertante. Una brevissima sintesi: Walter Scott afferma che la crisi dei consumi parte innanzitutto da una depressione dell’uomo, che per vari motivi non si sente appagato, o meglio, non riceve adeguate risposte alle proprie domande; Adriano Facchini parla attraverso la riscoperta dell’ortica come erba alimentare e da questa metafora arriva a dire che un passo locale e una visione globale sono la semplice ricetta; Andrea Dossena accenna alla severità degli studi universitari in Cina e nei Paesi limitrofi; Paola Della Chiesa parla dell’attività proattiva necessaria affinchè un brand provincia possa veramente decollare ed infine Massimo Giordani, manovrando Google Earth, penetra nella realtà sofisticata di una New York, totalmente in 3d, per poi passare a Varese, tristemente appiattita, come se in essa non vivesse alcuna realtà: gli atomi e i bit sono tutt’uno afferma.

Hannah Arendt parlava della banalità del male. Forse anche risolvere i problemi che affliggono la nostra epoca è altrettanto banale: bisogna studiare di più.

I presenti alla tavola rotonda: Adriano Facchini, fondatore del ‘Glocal Award’, Walter Giorgio Scott un punto di riferimento del marketing mondiale, Massimo Giordani CEO Time&Mind, Andrea Dossena esperto di internazionalizzazione e Paola Della Chiesa, direttore dell’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese accompagnati dalla lucida presenza di Franco Giacomazzi, presidente dell’Associazione Italiana Marketing.

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