mercoledì 28 dicembre 2011

Pensiero Obliquo

Se avete in mente una certa destinazione, la strada migliore da percorrere potrebbe essere quella che inizialmente vi porta nella direzione opposta. John Kay dimostra come le aziende con i maggiori profitti non siano quelle più orientate al profitto, come le persone più ricche non siano quelle più attaccate ai soldi, e le più felici non necessariamente quelle che cercano ad ogni costo la felicità. E si entra nella zona cesarini della ricerca.... Paul Watzlawick diceva che l’uomo non cerca la felicità, cerca il diverso di quello che ha: si spalancano nuove porte, già larghe grazie alle intuizioni di Edward de Bono. Il pensiero liquido: quando inizieranno a parlarne i lustrascarpe sarà ora di fuggirne J. Qui di seguito una poesia trovata in rete senza il nome dell’autore: "Nell'abitudine m'annoio/nelle scatole di comfort, muoio./Sposto gli elementi,/ridetermino il caos originario,/per ritrovare il mio senso /creatività, fantasia e amore....".


martedì 27 dicembre 2011

Infografica per le dinamiche interne ad un Social Media

Una ricerca su un panel di 1.865 Facebook users (Nielsen McKinsey) per capire meglio le dinamiche interne al social network di Mark Zuckerberg.

lunedì 19 dicembre 2011

Marina Abramovic, Maurizio Cattelan e Maurizio Turchet: l'arte e 'lo avrei saputo fare anch'io'

Qualche notizia sulle performance di Marina Abramovic: una delle prime, tra le più dure, risale al 1974, nome in codice Rhythm Zero a Napoli. Sei ore sdraiata circondata da 72 strumenti (lamette, chiodi, rose, fiammiferi e piume) con l'invito al pubblico circostante di 'fare con il proprio corpo e con i 72 strumenti' quello che avessero preferito. Poi nel 1997, a Venezia, 'Balkan Baroque' e per finire 'The artist is present at Moma', 736 ore muta e immobile a fissare negli occhi i visitatori (850 mila).Previo addestramento e training preparatorio messo appunto dalla NASA. E Maurizio Cattelan? Non ha fissa dimora e quando ce l'ha, i suoi appartamenti sono piccoli, completamente scarni, quasi basi metaforiche al fine di non legarsi ad alcunchè. Tutte prove personali, certamente mediatiche ma altresì iniziatiche, in cui il proprio corpo/personalità e il percorso di esso nella vita, sembrano essere l’unica vera arte. Mi viene in mente anche il lavoro/vita di Maurizio Turchet, mio grande amico e grande sacerdote dell'arte tout court, dove i confini arte/vita sono estremamente liquidi: potrebbe essere altrimenti?

Un’apparizione taumaturgica all’interno di un incontro sull’innovazione....

Due giorni fa, grazie alla collaborazione creativa di Maurizio Vallati, Paolo Redio e Marco Rognoni, ho visto realizzarsi una straordinaria contaminazione: connetere il mondo delle piattaforme sharing con l’intimo della nostra anima. Paolo, attore, trasversale a tutte le iniziative unconventional di Pavia (Lip Dub e Flash Mob) in simbiosi con Maurizio, avrebbe dovuto ‘entrare’ a sorpresa nel vivo dell’incontro Inno2days - che ho coordinato a Pavia qualche giorno fa - insieme ad un gruppo di flash mobisti... La situazione contingente ha vanificato questo progetto e l’arrivo solitario di Paolo mascherato da vecchio Guru, accompagnato da un sottofondo sonoro ipnotico, ha determinato una dinamica inaspettata e ben più travolgente: l’atto taumaturgico descritto dalle movenze lente del Guru ci ha, per un attimo, messo in contatto con il nostro profondo, determinando un cortocircuito con l’ufficialità di un incontro di lavoro. La seguente catena umana ha liberato certamente energie positive che hanno contribuito alla forte interazione della giornata. Così almeno mi sembra di aver captato .....

Il potere di creare con responsabilità

Questo è una testimonianza di Elisabetta Garbarini, che si occupa di sviluppo personale e gestione delle emozioni e che presto entrerà nel gruppo di questo blog collettivo.

"Qualche settimana fa, preparando il seminario di Talent coaching e leggendo dei campi morfogenetici di Rupert Sheldrake, ho ripensato all’esperimento della centesima scimmia. La scimmia giapponese Macaca fuscata, è stata osservata allo stato selvaggio per un periodo di oltre 30 anni. Nel 1952, sull’isola di Koshima in Giappone, alcuni scienziati iniziarono a dar da mangiare alla colonia di scimmie in questione, delle patate dolci sepolte nella sabbia. Alle scimmie piaceva molto il gusto delle patate ma trovavano sgradevole la sabbia.Un giorno Imo, una cucciola di 18 mesi (eh i piccoli!!), scoprì che era in grado di risolvere il problema lavando le patate nell’acqua di un ruscello. Così insegnò questa innovazione a sua madre, poi ai suoi compagni, che a loro volta la passarono alle loro madri.Tra il 1952 e il 1958 tutte le scimmie giovani impararono a lavare le patate dolci per renderle più appetitose: gli adulti che imitarono i loro figli appresero questo miglioramento sociale mentre gli altri continuarono a mangiare le patate sporche di sabbia. Poi accadde qualcosa di molto importante. Nell'autunno del 1958 vi era un certo numero di scimmie sull'isola di Koshima che aveva imparato a lavare le patate. Supponiamo che fossero novantanove, e supponiamo anche che proprio quella mattina la centesima scimmia imparò a sua volta a lavare patate. Alla sera di quel giorno praticamente tutte le scimmie dell’isola lavavano le patate prima di mangiarle. L'energia che la centesima scimmia portò, aprì in qualche modo un varco importantissimo. Gli scienziati, infatti, osservarono strabiliati che l'abitudine di lavare le patate attraversò il mare: intere colonie di scimmie su altre isole cominciarono a lavare le loro patate prima di mangiarle. In base ai campi morfogenetici di Shalfìdrake, quando si raggiunge la massa critica, ovvero il numero di persone necessario affinché il campo morfico si attivi, l’informazione passa contemporaneamente a tutti. Nel caso della centesima scimmia, si può dire che il primo gruppo di scimmie ha creato un campo vibrazionale che conteneva l’informazione “le patate lavate hanno un buon sapore”: a partire da una determinata massa critica (la centesima scimmia), il campo ha raggiunto un’intensità tale che ha reso possibile ad altri partecipare a quell’informazione. Quindi, quanta attenzione dobbiamo quindi porre ai nostri pensieri? E soprattutto, quanto potere possediamo? La risposta per me è Immenso. Riscopriamo il potere di creare ma facciamolo con responsabilità. Altrimenti non cambierà nulla".

venerdì 16 dicembre 2011

Ricoh e il digital signage che si adatta al momento

Sì, questo è veramente un nuovo tipo di digital signage, responsabile e creativamente super coerente: l’illuminazione dell’oggetto è in mano interamente all'energia rinnovabile e se essa non ha abbastanza potenza, si spengono le luci (quindi la comunicazione non è illuminata) sino al ritorno di energia. Caspita!

Il bullone non si stringe/c'è la chiave inglese: la rubrica LanguageGarage (ottavo numero) e la Socialsfera

Nella rubrica LanguageGarage del magazine ADV, arrivata all'ottava puntata (l'ultima), insieme a Francesca Vigorelli e Alberto Negrini di Flipfly, abbiamo scandagliato l'interno dell'azienda, i suoi humus e le 'emotional keys' che contraddistinguono le sue particolarità, compreso gli scheletri di cattive relazioni, tutt'uno con il nostro agire quotidiano: l'exit window che caratterizza il lavoro di Francesca e Alberto è rappresentata da una tipologia di intervento barra formazione che mira ad incrementare le idee con l'aiuto di una piattaforma di condivisione. Parliamo di Socialsfera interna all'azienda. I particolari in uno dei prossimi post dopo l'uscita della rubrica.